Degustazioni & cospirazioni, i Caffè di Milano
Sabato 9 Maggio 2026
Ripercorrere la storia dei Caffè di Milano non è solo raccontare delle tante bevande che vi sono nate, dalla barbajada alla rusumada (che forse nei luccicanti Caffè meneghini però non entrò
nemmeno!), dall’Amaro Ramazzotti al Campari, dal Gin Rosa al Fernet Branca, passando per lo Zucca e l’Isolabella. Ma è anche “incontrare” i volti di musicisti e impresari, politici e cospiratori,
intellettuali e artisti rivoluzionari. È il caso di Boccioni, che ne ha restituito il luccichio o di Marinetti che ha firmato ai tavoli del Savini in Galleria il Manifesto Futurista e che ne ha addirittura rivoluzionato le parole, trasformando per esempio l’anglofono “bar”, in un più italico “Quisibeve” Una passeggiata nel centro storico diviene allora l’occasione per raccontare un volto
diverso di Milano, che dalla celebre rivista Il Caffè, strumento di diffusione del pensiero illuminista, arriva al moderno rito meneghino dell’aperitivo.
Partendo dalla Galleria Mazzini, dove Motta aprì il suo primo laboratorio, si fa tappa nei pressi dell’Ambrosiana, per un accenno alle Tre Marie e a quella Pasticceria Galli dove al banco trovò fama una giovanissima Lucia Bosè. Un passaggio nel Salotto della città rivela i caffè più eleganti, dal Campari al Biffi, al Savini dove si fermarono teste coronate e scrittori, come D’Annunzio ed Hemingway, ma anche vip come Chaplin, la Callas e Sinatra, senza dimenticare il più popolare rito del Caffè del Genoeucc. Un accenno alla Focacceria San Francesco che fu emblema della lotta alla Mafia e al pizzo e si giunge all’elegante Bar Tre Gazzelle, per concludere con lo storico Gin Rosa dove nacquero il celeberrimo omonimo aperitivo, ma anche il Costumè Canetta, a base di fiori d’assenzio.


