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Metafisica/Metafisiche

Venerdì 15 maggio 2026

Metafisica/Metafisiche è uno dei grandi progetti espositivi del 2026: un articolato programma di mostre diffuse in città che trasforma Milano in una mappa ideale della Metafisica e delle sue molteplici declinazioni.
La mostra Metafisica dedicata a uno dei movimenti più affascinanti del Novecento offre l’occasione per approfondire una stagione artistica che ha saputo andare oltre l’apparenza delle cose,
trasformando il visibile in enigma e il quotidiano in mistero. Nata in Italia negli anni della Prima guerra mondiale, la Metafisica si sviluppa come una ricerca pittorica e concettuale capace di influenzare profondamente l’arte europea e internazionale.
Il movimento prende forma a Ferrara nel 1917, quando un gruppo di artisti elabora un nuovo linguaggio visivo fondato sulla sospensione del tempo, sul silenzio e sull’isolamento degli oggetti. La mostra sulla Metafisica permette di cogliere appieno questa dimensione: piazze vuote, architetture classiche, manichini, statue e nature morte diventano strumenti per interrogare ciò che si nasconde dietro la realtà visibile.
Il principale protagonista del movimento è Giorgio de Chirico, riconosciuto come il fondatore della pittura metafisica. Le sue opere più celebri, spesso presenti in ogni grande mostra metafisica, raffigurano spazi urbani immoti e carichi di inquietudine, in cui l’assenza dell’uomo amplifica il senso di attesa e mistero. Le lunghe ombre, le prospettive forzate e gli accostamenti inattesi di oggetti trasformano la città in un luogo mentale, più che reale. La pittura di de Chirico si nutre di filosofia, in particolare del pensiero di Nietzsche, e propone un’arte che non racconta, ma suggerisce.
Accanto a de Chirico si colloca Alberto Savinio, figura centrale nella definizione del linguaggio metafisico. Pittore, scrittore e musicista, Savinio sviluppa una Metafisica colta e ironica, in cui il mito classico viene riletto in chiave moderna. Nelle opere presenti in una mostra dedicata alla Metafisica, il suo lavoro si distingue per la capacità di fondere memoria, sogno e riflessione intellettuale, creando immagini sospese tra realtà e immaginazione.

Un contributo fondamentale al movimento è offerto da Carlo Carrà, che dopo l’esperienza futurista trova nella Metafisica una nuova direzione artistica. Le sue composizioni sono caratterizzate da un rigoroso equilibrio formale e da un uso essenziale degli oggetti, spesso collocati in spazi chiusi e silenziosi. Carrà porta nella Metafisica un senso di ordine e di meditazione che contribuisce a definirne l’identità visiva e concettuale.
Pur mantenendo una posizione autonoma, anche Giorgio Morandi è strettamente legato alla Metafisica. Le sue celebri nature morte condividono con il movimento l’attenzione al silenzio e alla sospensione temporale. Bottiglie, vasi e scatole, ripetuti e osservati nel tempo, diventano presenze assolute, sottratte a ogni funzione narrativa. In una mostra metafisica, il dialogo tra Morandi e gli altri protagonisti del movimento permette di cogliere come la Metafisica non sia uno stile rigido, ma una sensibilità condivisa.
La forza della Metafisica risiede anche nella sua eredità. Le intuizioni del movimento influenzano profondamente il Surrealismo e artisti come René Magritte, Max Ernst e Salvador Dalí, oltre a numerosi autori del secondo Novecento e della contemporaneità. Pittura, fotografia, architettura, cinema e design raccolgono e rielaborano le suggestioni metafisiche, dimostrando l’attualità di questa ricerca.
Oggi, una mostra sulla Metafisica non è solo un viaggio nella storia dell’arte, ma un invito a rallentare lo sguardo e a confrontarsi con il mistero delle immagini. In un mondo dominato dalla velocità e dalla sovrabbondanza visiva, la Metafisica continua a parlarci, ricordandoci che dietro ciò che vediamo si nasconde sempre un’altra realtà da esplorare.

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