Visita guidata al teatro Elfo Puccini + Aperitivo + Spettacolo “Dentro la tela”
Venerdì 22 maggio 2026
Nato nel 1973, il Teatro dell’Elfo è un ensemble artistico con una forte identità creativa che con il tempo ha saputo guadagnare uno spazio di rilievo sulla scena milanese, tanto da ottenere il
riconoscimento di Impresa Sociale e di teatro di rilevante interesse culturale.
Formatosi attorno a un gruppo di attori che ancora oggi costituiscono l’anima del teatro – tra loro, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Cristina Crippa, Ida Marinelli -, l’Elfo Puccini rivolge
particolare attenzione alla ricerca e alla diffusione di Spostatosi nel 2010 dalla sua sede originaria in via Menotti nel palazzo novecentesco del Teatro Puccini, in uno dei quartieri più vivaci e all’avanguardia della città, Porta Venezia, il Teatro Elfo è oggi un teatro d’arte contemporanea che nelle sue tre sale (dedicate a Pina Bausch, William Shakespeare e Rainer Werner Fassbinder) ospita spettacoli teatrali di produzione e ospitalità, eventi musicali e festival di danza.
Dentro la tela uno spettacolo di Cinzia Spanò produzione Teatro dell’Elfo, Effimera prima nazionale «Lavorando in questi anni con le avvocate che si occupano di violenza contro le donne mi sono resa conto di quanto gli stereotipi siano ancora i maggiori responsabili di un fenomeno che sembra non avere argini, che continua e prosegue sempre con gli stessi numeri, nonostante molto si stia facendo per provare a risolverlo. La cultura ha un ruolo determinante e questo è sotto gli occhi di tutti, anche se non sempre sembriamo essere consapevoli di che cosa la cultura sia realmente. Per molte e molti è situata in un altrove, qualcosa di cui qualcun altro prima o poi si farà carico. Questo non fa altro che provocare una generalizzata inerzia del sistema, che non si sente mai veramente convocato nel contrasto alla violenza. Questa inerzia crea un campo di azione privo di ostacoli ai violenti e a chi abusa del proprio potere, delegando alle poche o pochi il compito soverchiante di gestire da sole un fenomeno complesso, sistemico e secolare.
Dentro la tela prova a spiegare come questo sistema penalizzi tutte e tutti, anche chi ha l’impressione di poter gestire gli assetti patriarcali in cui si trova. Approfittando dei contorni sempre
più sfumati con cui verità e finzione si intrecciano grazie alle nuove tecnologie, uno studio legale si costruisce un proprio ‘tribunale’, nel quale la verità dei fatti non è più importante, importante è solo quello che riesce a sedimentarsi nella coscienza collettiva.
Ideatrice e conduttrice del canale televisivo e dei social media collegati allo studio, attraverso i quali la realtà dei processi viene costantemente e impercettibilmente manipolata, una donna si trova a dover fare i conti con il proprio passato. Anche la verità di ciò che è avvenuto anni prima sembra non riuscire a fissarsi mai in maniera precisa, ma questo non impedisce alla donna di maturare una nuova consapevolezza, che le consente di prendere alcune decisioni che cambieranno il corso della sua esistenza».
Cinzia Spanò


