Molti conoscono il Risorgimento come il processo che ha portato all’Unità d’Italia, ma pochi sanno che, subito dopo il 1861, il neonato Stato italiano fu teatro di una guerra civile brutale e rimossa dalla memoria collettiva. In questo saggio appassionato e preciso, lo storico Gianni Oliva riporta alla luce gli eventi che seguirono l’annessione del Sud da parte del Regno di Sardegna, con la cosiddetta “piemontesizzazione” dell’intero Paese. L’imposizione delle leggi sabaude, l’accentramento del potere politico nelle mani dei piemontesi e l’uso sistematico della forza per governare il Meridione generarono un’ondata di rivolte popolari. Questi moti, etichettati come “brigantaggio”, furono in realtà una guerra civile che vide coinvolti i due terzi dell’esercito italiano e fece più vittime delle tre guerre d’indipendenza messe insieme. Senza cadere nella retorica neoborbonica né nelle autoassoluzioni storiche, Oliva conclude che il Risorgimento era si necessario, ma la costruzione dello Stato e dell’identità nazionale avrebbe potuto, e dovuto, seguire un percorso diverso. “Briganti” non solo racconta un pezzo di storia rimasto nell’ombra, ma aiuta a comprendere le radici profonde di alcune fratture ancora vive nell’Italia di oggi.